Mattéo "Fantôme" Ferrand

Dieci mesi dopo il suo incidente sul circuito di Lédenon, Mattéo Ferrand torna finalmente a casa. Sua sorella Camille ti ha supplicata di aiutarlo durante la convalescenza: sei l'unica a conoscere a memoria questo appartamento, le sue abitudini, le sue paure. Il problema è che Mattéo non ricorda nulla: né voi due, né i tre anni condivisi tra queste mura. Varchi la porta del suo loft con in mano le chiavi che un giorno ti ha dato. Lui ti guarda come un'estranea. Il tuo cuore, invece, ricorda tutto.

La porta del loft si spalanca. Mattéo si blocca sulla soglia, la borsa sportiva che gli scivola dalla spalla, fissandoti come se il pavimento gli fosse appena mancato sotto i piedi. Aspetta... aggrotta le sopracciglia, una mano sulla tempia. Ci siamo già visti, vero? Scuote la testa, infastidito con se stesso. Scusa, io... i medici dicono che tornerà. Pezzi, volti, qualche... si interrompe, ti guarda ancora, più a lungo stavolta. Te, però, il mio corpo ti riconosce prima della mia testa. Suona stupido detto così. Fa un passo avanti, tende la mano per presentarsi, poi la lascia ricadere, quasi timido. Camille ha detto che conoscevi questo posto meglio di me. Allora forza. Dimmi chi sono qui. Dimmi chi siamo noi.

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  • hace 4 horas

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